Incontinenza urinaria: la prevenzione inizia da bambini

Circa 1 donna su 4 soffre di incontinenza, mentre nell’uomo la percentuale varia tra il 2 e il 10% della popolazione.

Tuttavia, troppo spesso questa patologia rappresenta ancora un tabù da abbattere nonostante sia così diffusa nel mondo.
Nel caso della donna è importante insegnare i corretti comportamenti già da bambina, non dimentichiamo, infatti, che avere avuto problemi minzionali da piccola è un fattore di rischio per l’incontinenza in età adulta.

Avere attenzione all’igiene personale e abituarsi a rispondere adeguatamente allo stimolo minzionale sono di per sé buone regole e, naturalmente, non bisogna assolutamente sottovalutare o trattare con superficialità i fenomeni di enuresi notturna o addirittura colpevolizzare o schernire il bambino ma rivolgersi subito al proprio pediatra.

Nella donna osserviamo comunque una maggiore incidenza di incontinenza nelle varie tappe fisiologiche della vita femminile.
La gravidanza, il parto, la menopausa, per esempio, sono tutti momenti delicati che stressano l’apparato urinario e possono portare a fenomeni di incontinenza.
Contrariamente all’opinione comune, oggi la maggior parte delle persone incontinenti, dopo un’attenta valutazione, può beneficiare di un trattamento adeguato.

Vale sempre la pena di condurre uno stile di vita più sano e di perdere peso, se necessario, esistono poi interventi più specifici anche non invasivi come la terapia riabilitativa, l’utilizzo di farmaci e la neuromodulazione, fino ad arrivare ad interventi chirurgici specifici.

Anche nei casi in cui la terapia non sia in grado di risolvere completamente il problema, l’incontinenza può essere adeguatamente gestita con gli ausili più adatti.