Disturbi dell'erezione (disfunzione erettile)

La disfunzione erettile (DE) è stata definita dal National Institute of Health (NIH) come l'incapacità di raggiungere e/o mantenere un'erezione di grado sufficiente a consentire un rapporto sessuale soddisfacente. La DE colpisce milioni di uomini nel mondo e, pur non modificando la spettanza di vita, può avere un'influenza decisamente negativa sul benessere e sulla qualità della vita del soggetto che ne è affetto. L'incidenza della disfunzione erettile è di circa il 10% della popolazione occidentale generale, ma cresce gradualmente con l'aumentare dell'età arrivando fino al 50% nella fascia compresa tra i 40 ed i 70 anni. Purtroppo la questione viene affrontata adeguatamente solo da una piccolissima parte degli uomini interessati in tutte le età spesso per timore o vergogna. Questo atteggiamento porta inevitabilmente al peggioramento del quadro complessivo che invece spesso può essere risolto anche abbastanza facilmente, se non sempre rapidamente, dopo la accurata diagnosi delle cause.

CAUSE

La disfunzione erettile ha cause organiche e psicologiche, frequentemente agenti in concorso tra loro.

- Malattie Vascolari - Diabete
- Farmaci - Squilibri Endocrini
- Cause Neurologiche - Traumi e Chirurgia Pelvica
- Malattia di La Peyronie - Insufficienza Venosa
- Congestione Pelvica - Cause Psicologiche e Stress


DIAGNOSI

Un' accurata valutazione clinica, dei dati storici, comportamentali, terapeutici precedenti ed in corso danno importanti indicazioni relative alle possibili cause del disturbo.

Esami di laboratorio (servono a verificare le eventuali ragioni extragenitali della disfunzione erettile):
- livelli ormonali (testosterone. DHT, LH, FSH, prolattina, talvolta degli ormoni tiroidei)
- livelli di colesterolo e trigliceridi, di glucosio, le transaminasi e la bilirubina, il profilo proteico, il livello di creatinina
- altri parametri utili sono l'esame delle urine e l'emocromo

Test di funzionalità erettile: sono i test che verificano il flusso di sangue nel pene e nei vasi di afflusso e deflusso (rete perlvica ed iliaca), la conduzione degli impulsi nei nervi, il tono muscolare, lo stato strutturale dei tessuti penieni e degli organi dell'area pelvica:

- Ecografia Dinamica Peniena - Rilevazione delle erezioni notturne (NPT)
- Cavernosometria - Conduzione dei nervi penieni
- Esame della prostata e dei testicoli

TERAPIA

Il trattamento terapeutico può essere articolato in diverse soluzioni.
Esso deve sempre prevedere le eventuali terapie per le patologie connesse o sottostanti di tipo organico che andranno risolte prima o contemporaneamente al trattamento specifico per la disfunzione erettile.

Terapia sessuologica - Un significativo numero di uomini sviluppa una disfunzione erettile su base psicologica e/o comportamentale e/o relazionale, le cui ragioni devono essere sempre poste in evidenza. E' necessario allora intervenire ai diversi livelli, tramite il semplice confronto dialettico, o con un lavoro di recupero della comunicazione di coppia, ma anche dove sia strettamente necessario delegando la terapia allo psicologo.

Terapia farmacologica orale - I farmaci principali attualmente utilizzati per somministrazione orale sono il sildenafil (Viagra) il vardenafil (Levitra, Vivanza) ed il tadalafil (Cialis): non sono induttori dell'erezione, ma sostenitori della stessa. Questi farmaci migliorano e concorrono a sostenere l’erezione indotta normalmente poiché inibiscono l’enzima (la 5-fosfodiesterasi) che degrada il cGMP necessario al mantenimento del messaggio biochimico per l’erezione; in tale modo inducono il rilassamento dei muscoli lisci vascolari dei corpi cavernosi facilitando l’afflusso di sangue e l' erezione.

Terapia farmacologica autoiniettiva - Il principale farmaco utilizzato è la prostaglandina PGE1 o alprostadil (Caverject), induttore dell'erezione per azione diretta di vasodilatazione nei corpi cavernosi. L'autoiniezione comporta l'impiego di un ago sottile e corto per iniettare il farmaco direttamente in uno dei corpi cavernosi. L'alprostadil può essere anche somministrato per via uretrale con apposito gel o supposta, ma l'efficacia è molto più bassa e il fastidio spesso molto più alto.

Protesi peniene intracavernose - Sono indicate quando la disfunzione erettile non può essere risolta con i trattamenti precedenti; talvolta rimangono l'unica soluzione possibile a seguito di interventi chirugici sulla pelvi. Le tipologie di protesi attualmente in uso sono due: le protesi gonfiabili e le protesi mallealibili. Le prime sono costituite da due camere cilindriche connesse, con una valvola inserita nello scroto ed un serbatoio inserito nell'addome: la valvola fa affluire il liquido del serbatoio nelle camere che si gonfiano inducendo l'erezione, oppure fa defluire il liquido delle protesi nel serbatoio riportando la flaccidità. Le seconde sono costituite da cilindri di materiale plastico a terminazione conoide. Entrambe lasciano il glande poco turgido essendo solo possibile una sua tensione ove il flusso ematico naturale sia ancora un poco adeguato. La scelta del tipo di protesi dipende da molti fattori, tra cui il costo e la possibilità di impianto dell'uno o dell'altro modello, fatto che deve essere discusso con l'andrologo.

Chirurgia vascolare ricostruttiva - In casi specifici può essere utile la rivascolarizzazione peniena riportando un corretto ed adeguato flusso di sangue al pene. In alcuni casi di insufficienza venosa primaria dei corpi cavernosi, si può procedere alla legatura delle vene insufficienti alla base di ciascun corpo cavernoso.

Pompa a vuoto - E' costituito da un cilindro di plastica connesso ad un aspiratore manuale così da generare il vuoto e favorire l'afflusso di sangue verso il pene; una volta che il sangue ha gonfiato il pene il cilindro può essere rimosso lasciando un anello di gomma a tenuta alla base del pene che evita lo svuotamento, ma che deve essere rimosso al massimo dopo 30 minuti, pena il rischio di lesioni e danni permanenti.