news > Infezioni genitali: prima arma è l'igiene
La maggior parte delle infezioni genitali sono maschili ma di solito assumono aspetti più gravi nelle donne, è questo il motivo per cui si sente più spesso parlare di un problema femminile quando si tratta di candidosi. È anche vero però che la candida nell’uomo può portare a conseguenze più serie interessando organi dell’apparato genitale interno. Fattori predisponenti sono l’uso protratto di antibiotici, i deficit immunitari, il diabete, lo stress e le malattie debilitanti, ma la trasmissione avviene soprattutto per contatto diretto attraverso rapporti sessuali non protetti ed è per questo che la fascia di età più colpita è fra i 15 e i 30 anni, la più attiva sessualmente.
La diagnosi di candidosi si basa su indagini dirette a dimostrare e quantificare la presenza del fungo o nel dimostrare una risposta immunitaria specifica dell’organismo nei suoi confronti. I sintomi più generali sono: intenso eritema e fessure simili a ragadi, ma i sintomi più frequenti sono prurito, bruciore vivo e dolore. Attraverso un esame specifico, chiamato TASC, si valuta la presenza di anticorpi specifici nei confronti delle diverse specie di candida; in natura, infatti, ne esistono più di cinquanta che possono essere riscontrate nell’uomo.
Il problema della candidosi è importante per due motivi: le complicanze e la sua frequenza perché ha un altissimo tasso di recidiva che può determinare un senso di disagio psicologico per il timore di trasmettere l’infezione alla propria compagna, il contagio poi può avvenire nuovamente anche utilizzando nuovamente i propri indumenti intimi, se non sono stati lavati ad alte temperature. Nei soggetti sani però la candida è frequente soprattutto in coloro che hanno una scarsa igiene. Cosa si intende per scarsa igiene? Essendo una micosi, la candida deve attecchire sulle mucose prima di poter determinare l’infezione. Tali germi, anche se è avvenuto il contatto, potrebbero essere eliminati grazie all’utilizzo quotidiano di detergenti specifici che difendono l’integrità delle mucose e della cute. Questi detergenti devono avere un’azione lenitiva, rispettare il ph della mucosa e della cute e cioè devono avere un ph neutro rinunciando ai saponi intimi troppo aggressivi, inoltre devono contenere sostanze emollienti che mantengano una buona idratazione delle parti coinvolte, soprattutto durante le terapie antibiotiche e immunosoppressive, che possono aumentare il rischio d’infezione.
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