Nuove frontiere nella cura del Ca.della vescica

Una recente pubblicazione proveniente da ricerche condotte dalle’Università della Virginia di Charlottesville e dall’Università del Colorado in Aurora, sembra suggerire che le terapie con anti-androgeni, tipicamente utilizzate nel tumore della prostata, potrebbero riuscire a controllare anche i tumori della vescica.
Il testosterone, che è un androgeno, fa esprimere una glicoproteina, detta CD24, che nei tuomori prostatici indica una prognosi peggiore. Le due università americane hanno dimostrato che in topi, non capaci di produrre questa glicoproteina,si aveva una minore incidenza dei tumori alla vescica, e che qualora avessero sviluppato un tumore, vi erano meno metastasi.
I ricercatori hanno valutato anche tumori vescicali umani appurando che, in presenza di alti livelli di CD24, nell’uomo vi è una probabilità di recidiva del tumore più alta. Si è dimostrato infine che i livelli di CD24 sono a loro volta direttamente correlati a quelli del testosterone; è per tale motivo che gli autori dello studio ipotizzano che se si diminuisce il tasso ematico del testosterone e degli androgeni, in pazienti in cura per il tumore vescicale, si può ottenere un risultato migliore sia nel ridurre la possibilità della recidiva sia nella riduzione delle metastasi.

Fonte: http://www.pnas.org/content/early/2012/09/25/1113960109.abstract?sid=c31e517f-440f-40e1-889e-cd0493e8260b