Rimozione della prostata, meglio il robot o l’intervento a “cielo aperto”?

La prostatectomia robotica è un’operazione chirurgica che consiste nella rimozione totale o parziale della prostata mediante l’uso di un robot. È uno degli interventi di chirurgia robotica più diffusi al mondo e viene eseguito prevalentemente nei casi di tumore alla prostata, di piccole dimensioni e senza metastasi. Dal 2000 rappresenta una valida alternativa alla cosiddetta prostatectomia “a cielo aperto”, che prevede l’asportazione della ghiandola per via retropubica, cioè attraverso un taglio di 10-15 centimetri al di sotto dell’ombelico.

Dopo l’introduzione alla metà degli anni ’80 del PSA come test di screening, si è assistito ad un sostanziale aumento dell’incidenza di tumore della prostata. Parallelamente all’aumento dell’incidenza, si è, però, verificata una riduzione significativa del tasso di mortalità globale. Tale riduzione è certamente il risultato finale dello straordinario affinamento delle tecniche chirurgiche, che oggi sono in grado di offrire ottimi risultati in termini di radicalità oncologica, di riduzione incisiva delle complicanze intra e perioperatorie e di un ottimale controllo della progressione di malattia, nei pazienti con neoplasie prostatiche diagnosticate in uno stadio precoce. Inoltre, negli ultimi anni, con lo sviluppo delle tecniche di risparmio dei fasci vascolo-nervosi, si è ottenuta una netta riduzione dell’incidenza di complicanze post-operatorie, quali disfunzione erettile ed incontinenza urinaria, garantendo così al paziente, una qualità di vita più che soddisfacente. Attualmente, possiamo senz’altro affermare che la prostatectomia radicale rappresenta un intervento ben codificato, efficace e relativamente poco rischioso e deve essere a ragione considerato come la metodica di riferimento per il trattamento dei tumori prostatici.

La prostatectomia robotica (Sistema Robotico DaVinci) ha decisamente migliorato questo tipo di intervento rendendo ancora più accurato ed efficace il trattamento chirurgico del tumore della prostata attraverso, tramite un approccio mininvasivo. Il sistema robotico utilizza strumenti controllati dal chirurgo tramite una consolle; il dispositivo è composto da una telecamera ad alta-risoluzione e da strumenti microchirurgici. Il computer presente nel robot rielabora i movimenti del chirurgo e li trasforma in “micromovimenti”, che vengono riportatati fedelmente dalle braccia meccaniche inserite nel paziente.

La prostatectomia radicale robotica è da considerarsi vantaggiosa rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali in quanto riduce significativamente i giorni di degenza in ospedale; riduce il tempo di permanenza del catetere vescicale; riduce fortemente il dolore post-operatorio.