infezioni-urinarieINFEZIONI URINARIE

Le infezioni delle vie urinarie (IVU) stanno assumendo per il medico sempre maggiore rilievo sia perchè esse sono seconde per incidenza solo a quelle dell’apparato respiratorio e rappresentano il tipo di infezione più frequentemente acquisita in ambito ospedaliero, sia perché spesso costituiscono la manifestazione unica o quanto meno la più appariscente di gravi alterazioni anatomo-funzionali dell’apparato urinario.
Le infezioni urinarie incidono con diversa frequenza nei due sessi e nelle diverse età della vita, costituiscono da sole il 25% della patologia dei primi due anni di vita ed il 16% di tutta la patologia pediatrica.

DIAGNOSI

La sintomatologia clinica non sempre è sufficiente per una diagnosi di infezione urinaria.
E’ spesso necessario ricorrere ad indagini di laboratorio e strumentali al fine di:

  • Accertare la presenza dell’ infezione (esame delle urine, urinocoltura con eventuale antibiogramma)
  • Verificare l’ esistenza di eventuali fattori predisponesti (stipsi cronica, presenza di residuo urinario dopo la minzione, etc)

SINTOMATOLOGIA

Quanto mai varia:

  • assenza completa di sintomatologia (batteriuria asintomatica)
  • presenza di soli sintomi locali (che tuttavia non sono specifici di IVU)
  • disuria : minzione difficile
  • pollachiuria: minzione frequente
  • urgenza menzionale : stimolo menzionale imperioso
  • stranguria : minzione dolorosa
  • presenza di sintomi di tipo generale (febbre, dolore) che sono caratteristici di interessamento
  • parenchimale.

TERAPIA

– Antibiotico-terapia mirata sulla base dell’ antibiogramma
– Terapia medica o chirurgica delle eventuali condizioni predisponenti

Infine è importante ricordare che le IVU in gravidanza costituiscono un grave pericolo sia per la gestante sia per il feto. Batteriurie anche asintomatiche che si verificano nel 10-13% delle gravide, misconosciute, possono essere responsabili di pielonefriti croniche complicate o meno con calcolosi, di parto pretermine o, peggio, di gestosi con aumento della mortalità perinatale.
In gravidanza ogni donna dovrebbe essere sottoposta ad esame colturale delle urine dopo il III mese di gestazione ed essere adeguatamente trattata al primo esame positivo.

INFEZIONI GENITALI

Orchi-epididimite: (infiammazione dell’epididimo e del testicolo) può essere una complicanza di IVU con prostatite o uretrite, una sequela della parotite epidemica (di solito orchite non accompagnata da epididimite) o di malattie sessualmente trasmesse, una complicanza di intervento chirurgico sulla prostata o un risultato di un’infezione secondaria a un catetere a permanenza.

L’epididimite acuta (sia batterica che aspecifica) è caratterizzata da:
-febbre
-dolore
-rigonfiamento scrotale

L’esame obiettivo rivela:
-tumefazione
-indurimento
-eritema
-dolorabilità marcata di una porzione o di tutto l’epididimo interessato e a volte del testicolo adiacente.

L’epididimite e l’orchi-epididimite possono avere una causa batterica oppure una causa non meglio specificata. In caso di infezione batterica gli esami di laboratorio (spermiocoltura ed urinocoltura) risulteranno positivi e il successivo antibiogramma fornirà indicazione sulla sensibilità agli antibiotici. Viceversa in caso di forme aspecifiche gli esami colturali risultano nella norma.

TERAPIA

– Riposo a letto, elevazione scrotale, impacchi ghiacciati sullo scroto
– Analgesici e terapia antimicrobica sulla base degli esami colturali
– Il trattamento dell’ epididimite non batterica è simile, salvo per il fatto che la terapia antimicrobica non è efficace.

Balanopostite: infiammazione del glande (balanite) e del prepuzio (postite). La balanopostite si associa spesso alla presenza di un prepuzio aderente che non permette un’igiene adeguata. Le secrezioni sottoprepuziali possono infettarsi con batteri anaerobi e determinano infiammazione e distruzione tissutale. Il diabete mellito è condizione predisponente la balanopostite, probabilmente attraverso diversi meccanismi, incluso la glicosuria.

CLINICA

-Dolore
-Irritazione e secrezione sottoprepuziale si presentano abitualmente 2-3 gg dopo un rapporto sessuale.
-Possono aversi fimosi, ulcerazioni superficiali o adenopatia inguinale.

DIAGNOSI E TERAPIA

Se si rinviene una causa specifica, si dovrà procedere a una terapia appropriata con antibiotici o antimicotici per via locale e andranno messe in atto misure igieniche generali.


MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE

L’incidenza delle malattie a trasmissione sessuale rimane alta nella maggior parte del mondo nonostante i miglioramenti diagnostici e terapeutici che possono rapidamente ottenere la fine della contagiosità dei pazienti e permettono la guarigione nella maggior parte dei casi. Le più comuni infezioni a trasmissione sessuale sono rappresentate dalle infezioni da Chlamydia e Mycoplasma.

DIAGNOSI

Si basa sulla sintomatologia e su indagini di laboratorio

TERAPIA

Chemioterapia antimicrobica (antibiotici, antivirali)