Quando le terapie di prima e di seconda linea per combattere l’erezione falliscono, la protesi peniena costituisce la via risolutiva e definitiva del problema, con grande soddisfazione dei pazienti trattati. Le complicanze sono rarissime. Esistono protesi tricomponenti che permettono di simulare fedelmente la rigidità di un pene normale.

Per quanto riguarda la continenza, la prima misura terapeutica è la riabilitazione del pavimento pelvico, che favorisce la ripresa della continenza. Tuttavia circa il 5% dei pazienti operati rimane incontinente nonostante una buona riabilitazione. In questi casi la soluzione arriva dalle più recenti tecniche di chirurgia mininvasiva basate sull’applicazione di sling (benderelle) sottouretrali. Per i casi più gravi, quando per danni o lesioni allo sfintere urinario l’uretra non si chiude più e causa continue perdite, si ricorre all’applicazione dello sfintere artificiale che consente di urinare quando si avverte lo stimolo.