Impianto Protesi Sfinteriche Urinarie

L’uretra maschile è dotata di un sistema sfinteriale composto da uno sfintere interno, formato da muscolatura liscia e per tale motivo definito anche sfintere liscio (involontario), e da uno sfintere esterno formato da muscolo striato e per tale motivo definito anche sfintere striato dell’uretra (volontario).

Talvolta, a causa di ben definiti processi patologici, queste strutture che consentono il controllo della continenza nella popolazione sana, non svolgono più la loro funzione, e la cura dell’ incontinenza urinaria necessita l’utilizzo di uno sfintere urinario artificiale (AUS) che vada ad “imitare” lo sfintere urinario biologico, garantendo nuovamente la continenza.

Le indicazioni all’apposizione di una protesi sfinterica sono:

  • Incontinenza Post-prostatectomia radicale
  • Disfunzione sfinterica intrinseca in seguito a fratture pelviche
  • Vescica neurologica con insufficienza sfinterica associata

sfintere

Lo sfintere artificiale è quindi indicato solo per l’incontinenza urinaria da sforzo di grado medio-grave. L’incontinenza urinaria da sforzo interessa principalmente il sesso femminile come conseguenza di gravidanze con parto laborioso, obesità, alterazioni del pavimento pelvico. Il sesso maschile è colpito da questa patologia soprattutto come complicanza della chirurgia prostatica.

La protesi sfinterica è composta da:

1. Una cuffia che viene sistemata intorno all’uretra;

2. Un serbatoio che viene posizionato nella parte inferiore dell’addome;

3. Una pompa che viene posizionata nella parte laterale dello scroto, e che viene compressa dal paziente, che può in tal modo attivare il meccanismo che apre la cuffia quando il paziente deve mingere;

4. Quattro tubi che collegano le tre componenti del dispositivo e consentono il movimento del liquido che permette al dispositivo di funzionare.

Funzionamento dello sfintere

Il meccanismo di funzionamento dello sfintere è semplice ed intuitivo, quando la protesi è attiva, la cuffia rimane piena di liquido, in tal modo schiaccia come un manicotto l’uretra chiudendone il lume ed impedendo all’urina di fuoriuscire, preservando la continenza.

Quando il paziente raggiunge una condizione di riempimento vescicale e desidera urinare non deve fare altro che pigiare la pompa 2-3 volte con le dita. In tal modo egli andrà ad attivare lo spostamento del liquido dalla cuffia al serbatoio ottenendo così una riduzione della pressione esercitata dalla cuffia a livello uretrale. Privata l’uretra dalla compressione, inizia la minzione, che dura circa 2 minuti, ovvero il tempo che la cuffia impiega per rigonfiarsi automaticamente e quindi per andare a ricomprimere l’uretra.

L’intervento

Durante l’intervento si effettua un incisione sotto lo scroto, e la cuffia viene posizionata attorno all’uretra; dopo di che si va a posizionare il serbatoio nella parte inferiore dell’addome effettuando una incisione a livello della fossa iliaca destra o della sinistra; in un terzo momento si va a sistemare la pompa all’interno del sacco scrotale, in modo da permettere al paziente di individuarlo facilmente al tatto. Questa componente è quella che permetterà al paziente di gestire a pieno la propria attività minzionale.

L’impianto dello sfintere urinario artificiale è un intervento chirurgico con un alto tasso di successo ( 90%) e prevede brevi tempi di ricovero ( 1-2 giorni in media). Ovviamente questi numeri sono tali se non intervengono le possibili complicanze. Le complicanza più comuni, che possono presentarsi in seguito all’impianto delle protesi sfinteriche sono rappresentate dalle infezioni della protesi e dalle erosioni ischemiche dell’uretra, che restano comunque rari se considerati nel loro complesso. Infatti se si esegue una buona profilassi antibiotica per almeno 7 giorni dall’intervento l’evento infettivo postoperatorio può essere largamente evitato.

Infine va assolutamente ricordato che non tutti i pazienti possono essere dei candidati per l’intervento, in quanto devono essere presenti le seguenti caratteristiche:

  • Abilità manuale (deve saper utilizzare la pompa)
  • Normale funzione detrusoriale
  • Assenza di infezione del tratto urinario (UTI)
  • Fallimento di tecniche alternative per il ripristino della continenza
  • Forte motivazione all’intervento
  • Aspettative realistiche