Chirurgia mini-invasiva per il trattamento dell’incontinenza urinaria

chirurgia-mini-invasivaL’attuale tendenza della chirurgia anti-incontinenza è di effettuare interventi meno invasivi e gravati da ridotte complicanze. Gli interventi più diffusi sono la TVT e la TOT che permettono di trattare l’incontinenza da stress e migliorare l’incontinenza mista.

Tension-free Vaginal Tape (TVT): questa tecnica chirurgica è stata introdotta, dopo molti anni di ricerca sperimentale e trials clinici, da U.Ulmsten in Svezia nel 1996.
Lo scopo di questa tecnica è quello di rinforzare i legamenti pubouretrali e la parete vaginale sottouretrale posizionando una benderella di prolene sotto l’uretra media senza tensione, permettendo così, una chiusura dinamica dell’uretra durante lo sforzo.
La TVT prevede, quindi, la correzione del difetto anatomico a livello dell’uretra media senza tensione. La percentuale di successo è vicina al 90%. Se eseguita in pazienti con insufficienza intrinseca dello sfintere, la percentuale di successo è del 74%.
Questa tecnica chirurgica prevede l’utilizzo di un particolare strumento di metallo, detto “ago di Ulmsten”, a cui è collegato un nastro di maglia in poliprolene, largo circa 1 cm (lo sling). Viene eseguita una colpotomia (accesso vaginale) ed in seguito vengono praticate due piccole incisioni speculari sulla cute dell’addome. L’ago viene fatto passare attraverso la vagina e poi guidato verso l’alto. La procedura viene ripetuta sul lato opposto fino ad accompagnare il nastro non teso sotto la parte centrale dell’uretra. La durata media dell’intervento è di 30 minuti comprendendo il tempo di anestesia e viene eseguito in regime di “day surgery”.

Trans-Obturator Tape (TOT): questa tecnica chirurgica è stata descritta per la prima volta nel 2001, ed ha lo scopo di creare un supporto a livello dell’uretra media per mezzo di una benderella di prolene (sling), di circa 1,5cm di larghezza, che viene fatta passare bilateralmente attraverso i due forami otturatori. Ciò è possibile impiegando un apposito ago e posizionandola al di sotto dell’uretra senza tensione attraverso una minima incisione vaginale.
La tecnica chirurgica è effettuata sotto anestesia spinale ed in regime di “day surgery”. Il vantaggio principale è la posizione più anatomica del nastro rispetto alla TVT. Inoltre non necessita di incisioni addominali, il rischio di perforazione vescicale e intestinale è ridotto e non è richiesta la cistoscopia.
La percentuale di successo di tale terapia è pari all’88%, con un grado di soddisfazione delle pazienti di oltre il 95%.